E’ improbabile che la bravissima Thao Nguyen Phan conosca il quadro di Gastone Novelli intitolato Caro Vietnam del 1968. Ma non importa, lei è nata nel 1987. Quanti anni: 1968, 1987, oggi 2023. Come tutto è legato, connesso nelle profondità della vita, delle nostre lacune, legato allo scopo più felice della nostra esistenza: una vera integrazione fra le comunità della Terra e lo spirito attivista dell’arte.
Sospinti da una giornata grigissima, io e Marco ci siamo rifugiati all’Hangar Bicocca, trovandoci in una delle più belle mostre che abbiamo visto negli ultimi anni in questo straordinario luogo: Reincarnations of schadows di Thao Nguyen Phan. Le sue pitture su seta, i bambini e i ragazzi che popolano i suoi video, sono immagini che incantano. Ma il cuore è pesante, è pesante anche il cuore di Marco e sicuramente anche il cuore di Thao, forse ancor più pesante del nostro. Eppure, col cuore pesante, dato i contenuti profondi che riguardano la storia del Vietnam, nella mostra ci siamo fatti guidare da delizie grafiche e filmiche quali sono le opere di una cara artista vietnamita dal cuore profondo, nata nel 1987.
La vita è straordinaria, cara Thao. E’ straordinario l’omaggio che hai reso alla scultrice vietnamita Diem Phung Thi, installazione con alcuni suoi oggetti degli anni ‘70, modernisti e antichi. Straordinarie le lunghe fronde di yuta grezza, site specific, con le quali hai cercato di segnare un confine invalicabile, come si legge sulla guida alla mostra, fra il mondo dei vivi e quello dei morti. Da queste parti, cara Thao, siamo già tutti morti, anche se vivi.
Se non fossi sepolto nell’arte occidentale, vorrei essere parte di Thao Nguyen Phan, cara artista vietnamita. Con lei essere tutti i popoli della Terra, del Vietnam, della Cambogia, del Mekong; e anche con tutti i popoli che verranno lasciati soli su un pianeta ancor più solo. Voglio far parte della “democratica utopia” che Thao Nguyen Phan immagina, sogna.
E così sia.
2023