Intelligenza Artificiale

Dobbiamo dipingere un pugno di figure umane, spargerle in ogni angolo del mondo non passando dal realismo, vecchio, pop, da ogni suo gesto illustrativo. Bisogna trarre profitto da esperienze che consentano di progredire, emanciparsi dai decrepiti realismi che imperversano ancora. Ma non c’è tempo, Chi può si salvi.

Già con Michelangelo si sarebbe potuto parlare di Intelligenza artificiale. Ci riconosciamo nella Sistina in tre, quattro battiti di ciglia, le figure principali; il resto è intelligenza artificiale. Lo stesso per gran parte di Raffaello: tutta intelligenza artificiale. Idem per Rubens. Gli esempi sono tanti, infiniti, come oggi. Molti artisti, così detti "internazionali", sono pittori artificiali, intelligenza artificiale.

Quindi, traccio una conclusione per me edificante.
Meglio La cacciata dal Paradiso di Masaccio che tutto Bacon: pittura artificiale. Meglio Riding with Death di Basquiat che tutto Freud: pittura artificiale. Meglio un grande paesaggio di Motherwell tipo New England Elegy, e basta. Meglio un piccolo ritratto double di Warhol che tutto Richter: pittura artificiale. Meglio l’amore di Hockney per Picasso che tutto Tuymans: pittura artificiale. Meglio la curiosità di Twombly per De Pisis che tutto Schnabel: pittura artificiale. Meglio La Germania di Fabro che tutto Kiefer: pittura artificiale.

Detto tutto ciò, detto niente, o forse tutto. In ogni caso, meglio la Pittura, sempre, artificiale o no. La mia più dolce speranza (chiedo scusa a Holderlin), la fede che mi da forza e operosità è nei nostri discendenti che saranno migliori di noi.

2024

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