Ogni vero gesto è uno slancio in avanti. Quando Masaccio, che morirà nel 1428, apre il paesaggio reale, apre in parete la sua nudità di verme, si cala nel proprio slancio in avanti, per sempre, noi con lui.
Ogni vero slancio è in avanti, non c’è dubbio, anche alla fine di tutto, alla fine dei nostri giorni.
In Pittura, ho capito, non c’è niente oltre quelle due figure che camminano eternamente qui. Masaccio le crea ora. Da quelle due figure non mi staccherò mai.
Ho visto moltissima Pittura, ma la Pittura su quelle pareti sembra non essere più Pittura; sono forme, le nostre forme che ci accarezzano dolci, dure, sospese nello spazio. Rimaniamo perennemente lì, io sono perennemente lì, dove tutto è stato dipinto per sempre, su quelle pareti. Posso allungare la mano fino a quelle pareti, anche se sono lontano, ed essere il quel presente. Allungo la mano nel presente. Nulla, nel tempo, è potuto andare oltre.
Fatemi tutti i nomi che volete, ma nulla vale di più. Tutti i nomi, fateli, vi prego, ma nulla vale di più. Quelle figure sono il presente.
Penso: forse devono essere ancora dipinte. Guardandole, si cade in un vuoto d’apertura, drammatico, dolce, che precede la loro stessa messa in opera. Ciò che vedo, un uomo e una donna che camminano stravolti, angosciati, nudi, forse sono ancora nella mente del pittore.
Si, le ho incontrate, le ho conosciute, le vedo tutti i giorni. Vedo lui, con le mani sugli occhi, i suoi genitali davanti ai miei occhi; vedo lei, le sue braccia che coprono i seni.
Tutto deve essere ancora dipinto. Sono due figure nella mente del pittore. Ciò che vedo in parete, non è un racconto e non lo sarà mai.
Ciò che vedo in parete non è Pittura, è la mente del pittore e dentro la sua mente vedo le figure che dipingerà, che sta dipingendo, che non finirà mai di dipingere, nel divenire dello spazio e del tempo, fino alla nostra fine.
Ora ho capito: non c’è nemmeno bisogno di dipingerle. Le guardi e non pensi al dipingere, non pensi neanche alla Pittura. Tutto continua ad accadere e basta.
Ora ho capito: I Progenitori sono la Pittura che dice addio già al suo apparire, come diranno addio anche dopo, fino alle Demoiselles d’Avignon. Ma forse non è più un addio, è un arrivederci fino alla fine del nostro Sole.
Deportato al Campo, denudato e incredulo senza chiedermi il perché, una volta gasato sarei finito nei forni; altrimenti mi sarei lasciato andare e in pochi mesi avrei assunto le sembianze di un muselmann, sarei diventato anch’io un muselmann. Non so perché io dica questo, non voglio saperlo.
Il pittore, assai contemporaneo anche se morto nel 1428, smette di raccontare dicendo tutto, continuando a dire tutto. I bei quadri su tela, a seguire, nella Storia, dovranno cavarsela da soli. Fuor di parete, la Pittura inizierà il suo lento declino.
Io e te e quei piedi in primissimo piano ...
Sulla parete, tutto è in primissimo piano, in primissimo piano nella mente del pittore che ancora deve dipingere quei piedi. Tutta la Pittura deve essere ancora dipinta. Quei piedi che vedi, prevedi, dipingi, sono sempre lì, continueranno ad essere lì in primissimo piano, in procinto di andare per il mondo, cacciati nella vita e nella Storia, nella morte; due figure, non ancora dipinte, disperatamente consegnate a nuovi rifugi, prigioni, confini, stati, ghetti, religioni, scienze, conflitti, guerre, capitalismi; due figure gettate nel mondo per scoprire la nostra vita.
No, in realtà non vanno da nessuna parte, stanno lì, ferme nella loro bellezza.
Ma di cosa parlo? La bellezza non c’entra più niente, oggi questa parola è impronunciabile. Questi Adamo ed Eva né vestiti né nudi, anche se nudi, sono oltre la Bellezza. Hanno tutto il tempo sospeso della Pittura a cielo aperto, la Pittura da fare, la Pittura che può salvarci come nessun film può fare, come nessuna forma di teatro può fare, come nessun’altra forma d’arte può fare.
Non si è spettatori davanti al Tributo. A cielo aperto, la Pittura del Tributo ti convoca nel vero momento condivisibile della vita, nella sua grandezza naturale. Fuori dalla realtà del Tributo, nei secoli, la Pittura deperirà gradualmente con i suoi spettatori.
Le bocche chiuse degli Apostoli, gli occhi che parlano con la mente, sono il grande paesaggio di condivisione del presente, che non cessa mai di essere presente.
E tutti quei piedi … Oh amici, cari compagni, portatemi con voi.
2024