Se hai coraggio portati a casa una figura che ti guarda da una tela, che ti scruta, che chiede di essere guardata anche se ha gli occhi chiusi; è solo un dipinto, una figura umana, sono solo due occhi.
No, non darti tanto da fare, non portare nulla a casa, passa solo davanti a una figura che ti guarda, lasciala sul posto, appiccicata alla parete. Non comprare il frutto delle nostre miserie, delle nostre care libertà, delle nostre guerre, delle nostre inutili lotte artistiche, dei nostri mercati. Cosa ti spinge a compiere ancora un gesto così insignificante? Comprare una tela dipinta da uno dei tanti artisti rincretiniti dalla nostra storia, dalla nostra vita?
Ma se vuoi, portati pure a casa il tuo quadro che non è tuo, la rappresentazione che non può dirci più niente e che tu hai solo comprato, consuma il tuo gesto, anche questo non tuo.
No, non portare a casa una figura che ti guarda, rinuncia al coraggio di portare a casa il tuo inutile oggetto, l’immagine di noi stessi, quel che siamo realmente, anche se solo dipinti e che la parola Arte non garantisce più.
Lascia tutto dov’è, non portare via niente, non comprare niente, tanto meno una figura che ti guarda con i suoi occhi dipinti, vuoti, che seduta stante ti dice che la colpa è nostra e che da uno spazio vuoto e poco dipinto non desidera volgere più lo sguardo altrove. In quello spazio vuoto l’unica cosa dipinta è lei, una figura nuda anche se vestita, con gli occhi aperti oppure chiusi, che ti dice che non abbiamo scampo, che dovremo pagare; non il quadro che hai già pagato e portato a casa anziché lasciarlo dov’era e di cui non si sa niente, ma pagare per quello che siamo, per quello che abbiamo fatto e da cui non possiamo scappare. Non c’è arte che tenga.
Ma ora è finita, non possiamo scappare anche se scappiamo da un’eternità pur stando fermi in un’Europa inutile, anzi morta. Te lo dice un dipinto, una figura umana sospesa nel proprio vuoto, guardandoti pur guardando altrove. Ti dice anche che non importa se l’Europa fa ribrezzo, ovunque nel mondo è la casa pur in un mondo che produce ribrezzo.
Tu ci sei cascato: hai portato a casa una figura dipinta che con gli occhi ti dice che a te manca il coraggio di non portare a casa più niente, di non comprare più nulla.
Ci sei cascato: credi sia arte, pronunci la parola Bellezza, che pronunciata da noi è falsa, indecente, disgustosa.
A questo punto, il consiglio che ti do è di concentrare il tuo briciolo di ragione per osservare da vicino la magnifica opera che hai comprato ma che in realtà è lei che ti ha comprato poiché, in fondo, ci si compra e basta: salva solo i suoi occhi in mezzo a tanto squallore, guardali attentamente ancor più da vicino, falli entrare nei tuoi a grandezza naturale; guardandoti leggeranno la tua colpa, ma scorgeranno ancora un futuro rifugio sublime. Nel frattempo, se puoi, rispondi.
2024